EUROPEAN OPEN SPHERE











{September 15, 2008}   CONNECTIVE EUROPE

CONNECTIVE EUROPE

Il progetto “Connective Europe”, definito in quanto strumento di costruzione di scambi e di esperienze come 1)“integrated paper about the theme of common shares values, using ethnodramatics and anthropological instruments related to soustanable organic farming (as formerly developed during Interreg Italia-Malta programme) and a modern conception of integrated relational tourism” proposto dal Centro EUROPE DIRECT CATANIA, è stato selezionato per la presentazione all’Annual General Meeting di Budapest (16-19 Settembre 2008).

Rielaborando il concetto di “integrated relational tourism” sviluppato da Prisma/Arces nel contesto del programma Interreg IIIA Italia-Malta, il progetto CONNECTIVE EUROPE in particolare punta la sua attenzione alle modalità per stabilire la dimensione integrata e relazionale come strumenti per dare corpo ad un turismo culturale che sia occasione di arricchimento individuale e orientato alla moderna tecnologia.

Third age travellers and youth tourist are both target for CONNECTIVE EUROPE.  The cultural fundation of its perspective is trans-national and trans-generational too.  New tourist demands for new products, where travelling is experience, adventure and exchange with residents

2)Integrated relational experience with international meeting and realization of documentary audio/video about modern art, culture, archeological or/and natural sites or/and performing arts related to the main argument focused.

connective_europe



{September 13, 2008}   Music

Song for you, Europe – brano originale di NUOVO ISTITUTO LUCE (Davide Crimi-testo; Marco Scognamiglio-chitarra,voce; Paolo Arcella-chitarra; Roberto Garofalo-basso; Carlo Antonelli-percussioni).

Pterodattilo – NUOVO ISTITUTO LUCE

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{July 16, 2008}   Crimi

 

Crimi è un cognome di non larga diffusione, presente soprattutto nell’Italia meridionale e in specie in Sicilia. Crimi, secondo l’etimo, è collegato al luogo d’origine e cioè la Crimea. In effetti, come segnala il professor Dan Shapiro del SOTA, Research Center for Turkistan and Azerbaijan, questo nome – di cui si registrano le varianti Krimi, Krym, Karaimi – significa semplicemente “persona che proviene dalla Crimea“.

Indice

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Varianti [modifica]

Italiano: Crimì

Francese: Crémieux

Inglese/Americano: Crimi

Tedesco: Kramer

Turco: Krimi, Krym, Karaimi

Ebraico: Qaraimi

Geografia e contesto storico di origine [modifica]

Il nome medesimo della Crimea deriva da un gruppo etnico tra i tatari, che ebbero largo influsso nell’ VIII secolo, adottando la religione ebraica secondo l’adattamento a questa operato da Anan ben David, il principale esponente del Qaraismo. Questa dottrina accetta le regole base dei libri di Mosé (Decalogo e norme del Pentateuco), accoglie gli elementi di innovazione e di riforma introdotti dai profeti Gesù Cristo e Mohammed, respinge l’irrigidimento dogmatico dell’ebraismo talmudico e trova una linea di originalità nell’esortazione a ciascuno di studiare da sé le Sacre Scritture, cercando in esse la propria via per la Verità (anticipando le conquiste dell’Umanesimo e del Rinascimento).

Etimologia [modifica]

Il nome Crimi è un adattamento del termine Qaraimi, che deriva dalla radice Qara, la stessa da cui deriva la parola araba Corano (Qur-An), il cui significato è lettura (ripetizione, recitazione). Con lo stesso significato il termine ebraico Qaraim manifesta la sua radice nel termine קראים, lettori, recitatori, che valse a identificare questo gruppo etnico e culturale proprio per il loro attribuire valore esclusivamente alla lettura della Torah (id est: i libri di Mosè, raccolta chiamata in greco Pentateuco) e non anche al commentario rabbinico del Talmud.

La presenza in Italia [modifica]

La presenza in Italia di questo nome è da ascrivere al periodo della “reconquista” della Sicilia agli arabi, a partire dalla spedizione di Giorgio Maniace che, in funzione della volontà di Costantinopoli, aveva con sé un esercito composito, tra cui molti provenienti dalle zone Tatare e del Turkmenistan, tra cui, appunto, la Crimea. Ancora oggi esiste un luogo della Sicilia che ha nome Maniace, in ricordo della battaglia che ivi si combatté contro i musulmani intorno al 1040. E’ da supporre che molti tra questi Qaraim rimasero in Sicilia, prendendo parte alla disputa che avrebbe poi coinvolto, oltre che Musulmani e Bizantini, anche i Normanni. Non a caso le principali comunità di origine dei Qaraim in Sicilia sono Centuripe e Randazzo, luoghi legati alle battaglie per la “reconquista”.

Persone [modifica]

Un personaggio noto [modifica]

Da Randazzo proveniva in effetti il medico Iosué Bennacrimi, che fu l’ultimo Dayan Qelali (e ciè capo delle Alyama, le comunità ebraiche in Sicilia) intorno al 1490, alla vigilia del decreto di espulsione di Ferdinando il Cattolico e Isabella di Castiglia (e del loro famigerato consigliere Tommaso di Torquemada). Le fonti (si confronti Gli ebrei in Sicilia dal Tardoantico al Medioevo con il V Volume di Italia Judaica) dubitano se il nome debba essere interpretato come dipendente dalla radice Qaraim o meno (l’ipotesi favorevole scompone Bennacrimi in Ben Qaraimi, con Ben che assume il valore che ha in tedesco Von o lo scozzese Mac, o il nostro italiano Di; l’ipotesi avversa esclude la possibilità sostenendo che il nome deriva da Nachrim).

Un altro personaggio notevole [modifica]

Figlio di un maestro di violino, don Gaetano Crimi ebbe 27 figli da tre mogli diverse. Fu lui ad introdurre la cosiddetta Opera dei Pupi nella Sicilia centro-orientale, soprattutto nel catanese (a Palermo la famiglia egemone era quella dei Greco). L’Opera consisteva nella rappresentazione mediante marionette accuratissime, delle storie che ruotano intorno alle gesta narrate nella epica Chanson de Roland, classico motivo della poesia cortese e associato – specie nelle rappresentazioni siciliane – al motivo della “reconquista”.

Il tenore [modifica]

Il nome di Giulio Crimi è legato alla musica lirica. Dopo il suo debutto, avvenuto il 30 novembre 1911 al “Bellini” di Catania in Cavalleria rusticana, Giulio acquistò fama internazionale con l’esibizione a Londra (Covent Garden, 1914) e al Teatro Metropolitan di New York (Radamés in Aida nel 1918). Negli States tra il 1918 e il 1924 registrò almeno 45 incisioni per Vocalion, finora solo parzialmente ripubblicate in microsolco per l’etichetta inglese RUBINI e l’italiana TIMA Club. Ha cantato nei teatri di Chicago, Buenos Aires, Milano e Roma. La sua ultima presenza scenica è avvenuta alla fine del 1927 con Francesca da Rimini al “Carlo Felice” di Genova.

Al di là delle Alpi [modifica]

Isaac Moïse Crémieux, più conosciuto come Adolfo (Adolphe) Crémieux (1796-1880), fu giurista e uomo di stato francese, di idee liberali rispetto alla libertà di parola e di stampa, per l’abolizione della pena di morte e per i diritti politici. Ebreo di nascita, dal 1834 e fino alla sua morte fu vice-presidente del “Consistoire Central des Israélites de France”, l’agenzia amministrativa per tutti gli ebrei francesi. Più volte membro del governo nazionale, si impegnò per le libertà e i diritti civili dell’Algeria, al tempo sotto dominazione francese. Fu altresì fondatore della Universal Israelite Alliance in Paris (1860).

L’assirologo [modifica]

Samuel Noah Kramer (1897-1990). Nato in Ucraina, nel 1905 in seguito ai pogrom antisemiti voluti dallo Zar Nicola II di Russia, la sua famiglia emigra a Philadelphia (USA), dove suo padre fonda una scuola ebraica. Formatosi intellettualmente presso il Dipartimento di Studi Orientali dell’Università della Pennsylvania, ha lavorato a fianco di Ephraim Avigdor Speiser alla decifrazione di tavole cuneiformi assire. Tra le sue opere: The Sumerians: Their History, Culture and Character, (University of Chicago Press (1971) ISBN 0-226-45238-7); Inanna, Queen of Heaven and Earth, (con Diane Wolkstein – New York Harper & Row 1983 ISBN 0-06-090854-8); In the World of Sumer, An Autobiography (Wayne State University Press, ISBN 0-8143-1785-5)

Il pittore [modifica]

Paul David Crimi vive ed opera nel Massachusett (USA). Pittore, incisore e scultore, si è formato presso il Boston Museum of Fine Arts, maturando nel tempo uno stile improntato al realismo magico che lo pone al limite del postmoderno, da cui si sottrae per la sua autonoma ricerca che lo ha portato a ripercorrere l’espressionismo e, soprattutto, l’astrattismo, trovando una propria via alla dimensione spirituale nell’arte. Molti dei suoi lavori sono stati utilizzati per illustrare riviste teologiche e d’ispirazione filosofica.

Antroponimi [modifica]

Progetto Antroponimi Wikipedia

Se conosci persone di nome Crimi citate nell’enciclopedia, aggiungile in questo paragrafo.

(MAN)

Se conosci curiosità pertinenti al nome Crimi o alle sue varianti, aggiungile in questo paragrafo.

(MAN)

Altro su Crimi [modifica]

sui Karaim

su Anan ben David e la dottrina karaita

sito ufficiale di SOTA

Opera dei Pupi

Isaac Crémieux

Samuel Noah Kramer Institute of Assyriology and Ancient Near Eastern Studies

Giulio Crimi, tenore (1885-1939)

Paul David Crimi, pittore

 



{March 10, 2008}   Change Your Mind



{January 19, 2008}   CONNECTIVE OPEN SOURCE

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{December 21, 2007}   Connectivism

Open Source as Connectivism

You know, Connectivism is just a word.Every word have a lot of meanings. So, for instance, connectivism can be just the way to connect, or the interpretation of the values in connection, or, more deeply, inquiring the reason to connect, to find the changes that happen when we are connected.You can speak about a theory in learning, but you can talk also about an aesthetick cathegory.

If you want, you can deep looking forward on Wikipedia, or looking the website Connectivism and the idea I have in my mind, as you can find on my own presentation.

If you want, you can be an activist in Connectivism as Open Source. How?

Write, & go on.

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OPEN SOURCE
VISTA, UBUNTU, Illuminismo tecnologico, connettivismo, OPEN SOURCE
UBUNTU

La vicenda del programma operativo VISTA non è soltanto un fatto tecnico, ma un punto decisivo di snodo della nostra cultura contemporanea, il banco di prova effettivo per comprendere che non si può tornare indietro rispetto alle libertà conquistate.

In breve, per chi ancora non lo sa, VISTA è il nuovo sistema operativo di Windows, bello, elegante nell’aspetto ma… con un grave inconveniente per chi lo usa: perché VISTA, anche quando apri un semplice foglio di scrittura o un foglio di calcolo, fa apparire una schermata che, sostanzialmente dice: “inserisci il codice prodotto”. Allora tu vai a vedere dove, cosa, le istruzioni, e finalmente trovi il codice a venticinque cifre e lo registri. Così il sistema reagisce e risponde: “grazie per aver fatto la registrazione. Con questa hai diritto all’uso in prova per 60 giorni del programma operativo, dopo dovrai andare sul sito e pagare”. In più, dopo il 40° giorno, non puoi più nemmeno salvare le modifiche ai tuoi documenti.

Occorre subito precisare che Bill Gates con VISTA non c’entra. Dopo le vicende della sentenza antitrust che gli hanno tolto di fatto il controllo dell’azienda, Gates ha deciso di ritirarsi dalla conduzione attiva di WINDOWS, per dedicarsi alla fondazione che ha costituito con la moglie Belinda e con l’economista Jeffrey Sachs (per intenderci, quello che dice che non c’è più alcuna ragione tecnologica per la fame nel mondo che, dopo le conquiste tecniche degli ultimi trent’anni, dipende esclusivamente dalla distribuzione della ricchezza e del potere) per cercare di influire sullo sviluppo dei Paesi in stato di bisogno.

In questo modo, è stato risolto il monopolio filantropico di Gates in nome del libero mercato, con il risultato di vedere emergere gli avvoltoi che hanno dato luogo ad un sistema in cui è necessario pagare anche per ciò che credevamo di avere già.

È in gioco qualcosa di veramente importante, che non si risolve nel critica (o nel gradimento o mancato gradimento) di un sistema operativo. Si tratta di una sfida che concentra la libertà in una prospettiva non ideologica ma tecnologica.

Mitizzando la contestazione degli anni ’70 rischiamo di non accorgerci che oggi stiamo vivendo una nuova stagione di cambiamenti rivoluzionari e velocissimi, che hanno nella comunicazione internet-based uno strumento potentissimo per produrre emancipazione e libertà.

Paradossalmente, vale la pena di ringraziare VISTA, perché ci costringe ad accorgerci di questa libertà, proprio nel momento in cui vi apporta una minaccia. E quando sei messo in condizione di scacco, quando per ciò che hai già ti viene chiesto di pagare, allora cominci ad aguzzare l’ingegno. E magari, scopri che c’è OPEN OFFICE (www.openoffice.org) che ti dà tutto il pacchetto office gratuitamente, con facoltà di sostenere il progetto con una donazione, se vuoi. E ti accorgi che è compatibile con WINDOWS, e funziona anche meglio, perché è più leggero e non imballa il sistema.

Allora cominci a pensare che potresti passare interamente in OPEN SOURCE e fare a meno di VISTA e di Windows (e che, chissà, forse anche Bill…) e ti accorgi che non è così difficile scaricare un sistema operativo gratuito come UBUNTU www.ubuntu-it.org , bellissima parola africana che significa, appunto: io non appartengo a nessuno.

E così ti trovi nel pieno dell’illuminismo tecnologico contemporaneo, cioè del connettivismo.



et cetera